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Ricette · Primi · Toscana

Ribollita: la zuppa che migliora il giorno dopo

Nasce per non sprecare il pane raffermo e la zuppa avanzata. Il segreto è tutto nel nome, va bollita una seconda volta.

Tempo
2 h 30
Porzioni
6 persone
Difficoltà
Media
Stagione
Autunno, inverno

Chiamarla zuppa di verdure è riduttivo. La ribollita è una ricetta contadina toscana che nasce dall’avanzo: il pane raffermo, i fagioli, il cavolo nero raccolto dopo le prime gelate. Si prepara il giorno prima, si lascia riposare, e il giorno dopo si rimette sul fuoco. È lì, nella seconda bollitura, che diventa sé stessa.

Non esiste una versione unica: ogni famiglia ha la sua. Quella che proponiamo è la più diffusa nella campagna fiorentina. Gli ingredienti non trattabili sono due: il cavolo nero e il pane toscano senza sale.

Ingredienti

  • Fagioli cannellini secchi300 g
  • Cavolo nero1 mazzo
  • Verza½
  • Bietole1 mazzetto
  • Patate2
  • Cipolla rossa1
  • Carote2
  • Sedano2 coste
  • Pomodori pelati2
  • Pane toscano raffermo300 g
  • Olio extravergine d’oliva, sale, pepeq.b.

Preparazione

  1. Metti i fagioli in ammollo la sera prima. Il giorno dopo cuocili in acqua non salata per circa un’ora e mezza, finché sono teneri. Passane metà e tieni da parte gli altri interi, insieme all’acqua di cottura.
  2. In una pentola capiente fai appassire nell’olio cipolla, carota e sedano tritati. Aggiungi i pomodori, poi le verdure tagliate a listarelle e le patate a dadini.
  3. Unisci il passato di fagioli e la loro acqua, sala, pepa e lascia cuocere a fuoco basso per un’ora. Alla fine aggiungi i fagioli interi.
  4. In una pentola di coccio alterna strati di pane a fette e zuppa. Lascia riposare fino al giorno dopo.
  5. Rimetti sul fuoco e fai “ribollire”, mescolando. Servi con un filo d’olio nuovo a crudo.

«È nella seconda bollitura che la ribollita diventa sé stessa.»

Il consiglio dell’Accademia

Usa pane di almeno due giorni, quello fresco si sfalda e trasforma la zuppa in pappa. E non avere fretta con il cavolo nero, deve aver preso il freddo, perché le foglie diventano più tenere e dolci.

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La Redazione
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